Storia del Centro

Il progetto, ampliato e diventato “Museo del culto di Maria Ausiliatrice”, si poté realizzare, anche se in forma ancora ridotta, nel 1918, anno del giubileo cinquantennale della consacrazione del Santuario della Ausiliatrice in Torino. Anima di questa iniziativa fu il Beato Don Filippo Rinaldi, che poi divenne il terzo successore di Don Bosco e Rettor Maggiore dell’Opera Salesiana.
Il progetto fu realizzato dal missionario salesiano Don Maggiorino Borgatello. A questo missionario va il merito di avere documentato la vita e la civiltà di alcune popolazioni dell’America Latina. Tornato in Italia, logorato da 26 anni di lavoro missionario, e divenuto custode del Santuario di Maria Ausiliatrice, si diede con entusiasmo a raccogliere, studiare e disporre il materiale che nel frattempo era arrivato da più luoghi.
L’inaugurazione del museo avveniva il 23 maggio 1918, vigilia della solennità di Maria Ausiliatrice. Don Borgatello visse ancora 11 anni durante i quali la sua opera si accrebbe e fu valorizzata. Dopo la sua morte, tutto entrò nell’ombra e nel silenzio, quindi, in seguito ai lavori di ampliamento del Santuario e dalle vicende della seconda guerra mondiale (1939-1945) il materiale divenne irreperibile. Ma si vede che la Madonna voleva accanto al Santuario un “sotto santuario” che documentasse il valore ed il vigore della pietà popolare mariana. Ciò avvenne nel 1978, sessant’anni dopo l’inaugurazione della prima raccolta mariana. Così si veniva a sottolineare anche in forma visiva, le parole profetiche della Vergine Maria a Don Bosco: QUI LA MIA CASA, DA QUI LA MIA GLORIA”.

Nell’ottobre del 1978, l’Archivio fu trasportato da Bologna a Torino e collocato nei locali della cripta del Santuario di Maria Ausiliatrice.
“L’Archivio Storico Mariano” di Bologna divenne così il “Centro Salesiano di documentazione storica e popolare mariana” di Torino.
Il Missionario salesiano Don Demetrio Zucchetti, per tanti anni animatore della rivista missionaria “Gioventù Missionaria”, metteva a disposizione di questa iniziativa non solo gli ambienti che egli occupava, ma anche la sua attrezzatura di armadi a vetro ed altro.
Ciò rese possibile l’immediata sistemazione e funzionamento del Centro. Da quella data, il Santuario di Maria Ausiliatrice tornò ad avere un Centro di Documentazione Mariana.

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